CURVE CON APPOGGIO

 

Bentornati cari amici... da qui in avanti si entra nel bello del DH puro.Il tema che andremo ad affrontare oggi, è quello che tutti gli amanti delle discese “MODERNE” amano, le chiamo moderne non a caso. Questo perché fino a non moltissimi anni fa, i tracciati di DH erano molto diversi da come li vediamo oggi; erano vere e proprie discese vergini in mezzo ai boschi con sassi e radici che affioravano casualmente. Con l'aperture dei Bike Park son state introdotte le strutture, salti doppi, salti tripli, passerelle, drop e vere e proprie curve paraboliche... il tema che andremo ad affrontare oggi. Noi della DHA vi spiegheremo come affrontare le curve in appoggio a tutta velocità sfruttando al massimo la percorrenza, mostrandovi la corretta tecnica, e ripassando tutti i temi fino ad oggi toccati. Nel numero precedente vi abbiamo insegnato come si affrontano le curve senza appoggio ed il principio di base rimane lo stesso con l'obbiettivo di uscire con la maggior velocità possibile.

 

Per affrontare una curva con appoggio è necessario: 

1- Impostarla correttamente. La curva parabolica a seconda delle casistiche deve essere presa dal basso in alto o viceversa. Se ci troviamo in una serpentina di curve sarà necessario riuscire a combinare una curva dietro l'altra per mantenere la velocità acquisita. Per esempio affronteremo la prima curva dall'alto in basso, di conseguenza saremo bassi all'uscita della prima curva e potremo spostarci nuovamente in alto per entrare nella seconda.

Ricordiamo nuovamente l'utilizzo dei freni. Si esegue una staccata prima della curva per poi lasciare scorrere la bicicletta durante la percorrenza. E' ammesso l'utilizzo del freno posteriore per piccole correzioni. Per non perdere velocità è fondamentale che la curva venga impostata correttamente sia in frenata che traiettoria.

DH ACADEMY TIPS

 

Cosa fare se entriamo molto forte in una curva con appoggio? Di solito accade per errore o perchè andiamo a cercare la curva internamente. In questi casi dobbiamo semplicemente cercare l'aderenza sulla parte finale della sponda. Mentre il posteriore scivola e l'anteriore è in sovrasterzo buttiamo fuori il piede interno. A questo punto dobbiamo solo aspettare di impattare con la superficie inclinata della sponda che ci farà riprendere aderenza. Ripresa l'aderenza riportiamo velocemente il piede in posizione. Nel corso della curva è severamente vietato l'utilizzo del freno anteriore, pena la facciata a terra, mentre è consentito l'utilizzo del posteriore per facilitare la "spigolata" della ruota sulla sponda.

Nella prima foto [foto corsista1/fotocorsista2] vediamo il nostro corsista Luca (vestito di rosso) affrontare una curva in appoggio con postura perfetta: gomiti largi, testa girata, pedale interno alzato, traiettoria precisa e si può notare come il rider scarichi correttamente il peso sulla bicicletta. Però commette un errore, un’ingenuità, come si può vedere dalla seconda foto. Luca non sfrutta al massimo la percorrenza della curva ma scende in anticipo; l’errore è evidenziato dalla postura in sella. A causa di errori di questo genere perdiamo molta velocità in percorrenza e usciremo molto lentamente!

2- Inclinare la bici nella direzione della curva, come per le curve senza appoggio, in modo tale che questa sia perpendicolare alla superficie di appoggio. Noi dobbiamo essere in linea con la bici. Se prendiamo una parabolica a bassa velocità riusciremo difficilmente a rimanere in linea con la bicicletta, mentre se affrontiamo la curva a velocità sostenuta la forza centrifuga ci permetterà di piegare oltre le nostre aspettative. 

3- Il piede esterno alla curva può essere completamente abbassato (come nelle curve senza appoggio) oppure mantenuto in posizione neutra. Ciò dipende dalla tipologia di curva e dalle nostre preferenze.

4- L'ingresso, se aggressivo, ci aiuterà a buttare la bici in piega e a mantenere il grip. A metà percorrenza della curva è necessario fissare lo sguardo all'uscita. Ricordate che la bici segue sempre la vostra testa.